Ficca il naso

mercoledì 18 ottobre 2017

Il temuto BACKGROUND!

"Ciao, mi chiamo Banalis De Von Comune e sono un nano barbaro di livello 1. 
Sapete, possiedo una nota di particolarità
rispetto agli altri nani eh: mi piace la birra e ho carisma 6, ahahah!"

Disclaimer: articolo umoristico, non voglio essere stuprato da un nerd incaponito.

Questa è una guida inutile sul come NON scrivere un bg.
Immagino già la moltitudine di critiche: oh mio dio, ecco il solito master che se la tira! Santo cielo, uno gioca solo per divertirsi! Figa a me mi piace fare il nano, abbasso gli elfi, fanno schifo gay!1!! Sì, lo ammetto, sono un master esigente.
Delle vostre build da power players mi interessa tanto quanto il primo incontro di gs uno, ma ci tengo che i personaggi abbiano almeno un senso. Partiamo dal principio: esistono vari tipi di master. Io per esempio, che mastero su pathfinder e D&D, non utilizzo un'ambientazione preimpostata. A causa del mio vezzo da scrittore, i miei giocatori vivono avventure sul mondo di Aend, del quale sto a creare ogni possibile particolare. E tutti diranno: beh, ma io uso l'ambientazione base! Dal mio punto di vista non cambia proprio niente. I mondi di manuale, diciamo così, sono costruiti di solito con attenzione certosina e valgono tanto quanto la creatura a cui il master è tanto affezionato. Anche l'ambientazione più ritrita e banale possiede una sua impalcatura, dunque i personaggi che andranno a formare il gruppo prescelto per salvarla non potranno che saltare fuori da qualche parte.
Per carità, si deve giocare con un party di gente alle prime armi e solo per una sessione o due? Abbono qualsiasi tipo di background. Il master non ha voglia di sbattersi e preferisce le botte, concediamo qualsiasi tipo di bakground. Ma per chi come me e tanti altri si scrive le descrizioni pre sessione, si ammazza per inventare colpi di scena, sta a crearsi i dannati menù da taverna di quartiere, il background ha un valore. Quindi in questo articolo parlerò un po' della mia esperienza personale.

Cominciamo ad analizzare le tipologie di BG sbagliati in cui mi sono imbattuto.

Gruppo UNO: gli illegggibbili
Ohibò, questo non è un vezzo da scrittore. 
Questo è un dannato grido di dolore quando non RIESCO a capire cosa c'è scritto, la frasi non hanno il minimo senso e non riesco a smettere di ridere al termine di ogni periodo. Volete due esempi di vita vissuta? Vi accontento subito...

"I vagiti del piccolo risuonarono per l'intera penisola".
Eh?! Cosa, come, che accidenti significa?! Quanto era amplificato questo bambinetto perso nel bosco di una penisola più grande dell'Italia?! Se un vagito partito da Casal Pusterlengo riesce a riecheggiare a Pizzo Calabro non oso immaginare le condizioni dei padiglioni auricolari dell'intera Lombardia!

"L'allenamento fu duro e lonco. Ma lla fine divenne fortissimo, tantoche X esclamò straordinario". Ehm, adesso tutti si chiederanno con che razza di gente gioco, ma vi assicuro che non era un brutto background nei contenuti. Questo è un chiaro esempio di mancanza di voglia: a parte l'allenamento lonco che divenne fortissimo insieme a un commento pronunciato dal nulla da qualcuno di non presente, qui il problema è un altro... scrivere un background può essere faticoso, soprattutto per i livelli alti. La mia soluzione in un caso del genere? Ditemelo a voce, piuttosto che torturarmi con un file di mezza pagina da decifrare.

"Chissà perché gli illeggibbili sono sempre nani barbari o tizi assimilabili?"

Gruppo DUE: i TolkienWannaBe.
Ehi, che bell'idea sarebbe raccontare la vita di un personaggio, che probabilmente serve come base per la creazione di una trama, con una serie di racconti? Così che posso scrivere delle bellissime (il che spesso non è così) scene di azione in cui il mio piccolo eroe ammazza tutti, mentre lascio perdere dettagli secondari quali il luogo in cui sono nato, le lingue che parlo, la mia fazione o qualsiasi altra informazione che rende utile mandare un background?! Forse può funzionare con un giovinotto di livello uno che ha cresciuto capre da quando è nato (racconti emozionanti) ma immaginatevi cinque pagine di racconti per un personaggio di livello 20! Belle, interessanti, eppure alla fine io so quanto prima del soggetto, se non forse le sue pippe mentali mentre stermina l'ennesimo esercito di coboldi.

Attenzione: non sono contro i racconti, anzi amo leggerli.
Però devono essere una parte integrante del background, non l'unica fonte di informazioni. Basta solo mettere un elenco di dati iniziali per rendere più semplice per il master capire di chi si sta parlando.

Poi se nel racconto i vagiti spazzano via una regione la frittata è fatta.

"Ecco la ragazza con la tipica faccia (e altri due attributi) da racconto sul villaggio felice distrutto"

Gruppo tre: ambientazione? Francamente, me ne frego.
Ecco il grande nemico. Gli altri due gruppi possono anche essere una palla al piede da leggere, ma i contenuti possono essere buoni. La storia è banale? Chissenefrega, l'importante è che possa essere inserita nel mondo. Ma il gruppo tre? Oh dei, il gruppo tre ha una propria idea ficcata in mente e non esiste ragione, descrizione, universo che possono cambiarla! Dissiamo un bel gruppone di esempi...

1. Il dialogo.
-Faccio il nano.
-In questo mondo non ci sono nani (che bello).
-Viene da un'altra dimensione allora.
-Ehm, non potresti fare una delle 1824632746 razze presenti?
-Uhm è l'ultimo della sua razza.
-Non sono mai esistiti, non può essere l'ultimo!
-Facciamo che è caduto dal cielo, mandato da una divinità nanica che invento io!
*Pianto disperato del master*
-Ah, sarà un barbaro eh.

2. Quando il cliché è vitale.
Abbiamo una razza marina, delle specie di elfi acquatici che vivono sott'acqua. Bene, penso che ve li siate già immaginati. Elfi+Mare+Sirene, toh. Peccato che il giocatore X, avendo nel suo cervello la tipica immagine di mago merlino, ha voluto fare un mago (+4 in int hanno sti tizi). E come sarà il suo aspetto? Cappello a punta grigio, GUFO da compagnia, barba grigia e rughe alla Gandalf sorridente.
Okay, okay, rielaborate.
A cosa serve a una razza marina un cappello a punta? 
E quel povero gufo che galleggia annegato con i gabbiani che ne beccano le interiora? Da quando una razza eternamente giovane dovrebbe avere le rughe? Infine la barba... nemmeno inventarsi una barba di alghe o qualche altra cavolata che poteva accettare, no! La bella barbona lanosa da uomo vissuto.
A un elfo; di mare; mezzo sirena. Forse preferivo il nano barbaro stellare.

3. Il giocatore prende a pugni il personaggio.
-Che palle, io odio la chiesa.
-Beh è strano che lo dica un inquisitore, alla prima sessione e dopo essere appena entrato in scena.
-A me stan sulle palle sti preti.
-Certo a te. Nella realtà. Però al tuo tizioacaso piacciono parecchio se lavora per loro.
-Non posso essere ateo?
-Torquemada non penso lo fosse.
-Non ci credo, non esiste nemmeno un ateo su tutto il golarion?
-Penso che sia difficile dire che non esiste un dio se ce ne sono diecimila che ogni giorno rompono le scatole ai mortali. Inoltre tu sei un dannato inquisitore, al limite potevi fare il guerriero, che diamine.
-Vabbeh tanto ho già deciso che tradirò la chiesa.
*Pianto disperato del master*

"Suvvia chiudi un occhio! Dopotutto nel 1300 d.c. qualche arma da fuoco si trovava".

Conclusione: master sei una persona triste. Forse sì, visto che ho scelto come facoltà giurisprudenza, forse adoro così tanto il gioco di ruolo che voglio sempre il meglio, prima di tutti da me stesso. Ve lo posso assicurare, scrivere un background è davvero semplice, basta poco e può essere divertente.

Ecco una serie di consigli personali.

1 Confrontatevi sempre con il master. Soprattutto gli imbecilli come me che si mettono a creare un mondo sono ben contenti di poter sproloquiare della società cortese della minuscola nazione bulibu.
Avete dubbi? Tempestatelo prima della campagna.

2 Attenti a scegliere il nome. Perché Thomas Longswordflamingofsteel non funziona in una tribù di beduini arpie del profondo deserto? Se il master non fornisce indicazioni sui nomi (male) cercatevi sull'internette un po' di elenchi di nomi di varie culture umane assimilabili. Meglio dei nomi fantasy.

3 Fate una bella listona da carta d'identità. Invece di rischiare sproloqui sulle dita dei piedi della vostra elfa fantastica, è molto meglio piazzare una lista iniziale di dati basilari (nome, famiglia, data di qui, data di là, capelli, età, e tante altre cose) per poi darsi alla pazza gioia. Il master possiede un rapido vademecum per lavorarci, il giocatore può scrivere quanto gli pare sulla profondità degli zigomi o le varie sfumature degli occhi. Se poi il personaggio ha molti anni e la sua vita è zeppa di eventi, anche un indice o una cronologia possono aiutare. Ho ricevuto un bg da 75 pagine dal collega qui presente sulla pagina (bellissimo) dunque so di cosa parlo.

4 Classe significa professione, razza significa (spesso, nel fantasy classico di media) cultura. Penso sia abbastanza facile da capire questo punto e ogni altro consigliere di bg probabilmente lo avrà ripetuto fino alla noia. Cerco di metterla allora sotto una luce diversa. I cavalieri sono tanti, perché il vostro non milita in un esercito o non picchia i contadini come gli altri? Se il regno ha adottato un sistema feudale, sarebbe interessante capire perché il signor cavaliere è partito per affrontare i troll della palude mefitica lontana millemila miglia, invece che aiutare il suo re? Il bg deve rispondere a domande del genere. Lo stesso in molti casi si può dire di una razza, come un elfo del bosco gaio.

5 Mostrare solo i punti salienti.
Se desiderate raccontare qualcosa, fatelo solo degli avvenimenti davvero importanti. Non c'è bisogno delle pippe mentali sulla scelta della capra da mangiare a cena, salvo non sia davvero necessario.

6 Fate quello che vi piace davvero.
Dobbiamo divertirci tutti, no? Non fate la pixie mezzosangue solo per fare 3 danni in più, oltre che la ruolata, ne andrà a perdere prima di tutto il background. Non esiste bg peggiore di chi non ama la razza, la cultura o la classe del tizio di cui scrive.

7 Attenetevi all'ambientazione.
Questo non significa stroncare le idee di un giocatore, sia chiaro! Però se desiderate così tanto brandire un cannone al plasma, forse la campagna storica realistica con i vichinghi non è adatta.

8 Applicate questi principi anche ad altri giochi di ruolo.
Classe e razza sono riferite al mondo del D20 D&Desco, ma le indicazioni sono applicabili anche al Sine Requie, al Call Of Cthulhu o alle magiche avventure di Pippirrotto in Pippirottolandia.

9 BASTA GIOCATRICI DRUIDE CON COMPAGNO ANIMALE! 
Ehm, scusatemi.
VOLPINE DI MERDA!
Pardon ancora.

10 Provate a divertirvi.
Davvero, scrivere la storia di un ometto può essere fantastico nel mood giusto.

Regogolo Boemetto

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martedì 17 ottobre 2017

Damsels in Distress

"Disclaimer: articolo umoristico"

"S-salvami mio eroe!".
Sfido qualsiasi maschio nerd a non aver mai voluto sventolare una spada al suono di queste parole. Possono essere nobili principesse d'alto lignaggio, le verginelle offerte dal capovillaggio oppure semplici sventole finite nel posto sbagliato al momento sbagliato, come le si voglia chiamare le nostre DiD (acronimo di damsel in distress, che salta fuori dal demoiselle francese) sono considerate uno stereotipo di buona parte della narrativa. Dietro il quale si nasconde una valanga di significati di vario genere, dal maschio di quà alla donna di là, ma non è questo il loco in cui elencarli uno per uno. Vediamo invece di contestualizzare un pochetto.
Non parliamo certo di una novità degli ultimi anni: la buona Andromeda incatenata alla roccia, la principessina salvata dal maschio alpha San Giorgio, la stessa Lucia Mondella ha subito un rapimento con i controfiocchi da parte dell'innominato. A innumerevoli personaggi femminili della letteratura più o meno alta è toccato il triste destino di finire tra le grinfie del cattivone di turno, per poi essere trasposte su schermi di svariate misure. Credo possa considerarsi un classico dell'immaginario collettivo la signorina legata ai binari del treno. Fumetti, cartoni animati, anime non possono essere esclusi: DaphneMinnie, pure Wonder Woman solo per citarne qualcuna. Bettie page ha addirittura "sessualizzato" (come se servisse) questa figura, che è diventata una sorta di caratteristica della pin up americana. Basta dare un'occhiata ai comics dai 50 agli 80 per confermare questa mia affermazione.
I videogiochi poi?
Sebbene a tutti verrà in mente la permarapita Peach, io vorrei riportare alla memoria la mia damigella in pericolo preferita, la principessa Daphne (nome da rapimento, se avrò mai una figlia non la chiamerò mai in questo modo) dello straordinario Dragon's Lair. Un gran gioco with gran donna.

"Quanto ti ho invidiato, Dirk"

Dunque possiamo dare una sorta di giudizio a questa figura?
Sono sicuro che molti la odiano. Scrittori in cerca di originalità, rappresentanti del gentil sesso, gran parte degli intrattenuti dalla forma d'arte in questione. Forse anche io, a volte. Le femministe d'oltre oceano utilizzano il termine DiD addirittura come dispregiativo (in molti forum l'ho visto ficcato più volte) per indicare proprio la fanciullina rimbambita in cerca di salvataggio. Se questa può essere considerata un'esagerazione, non posso concedere che in tante opere ho alzato gli occhi al cielo quando la signorina X ha dovuto attendere il muscoloso eroe di turno. Forse perché io odio gli eroi?! Beh, cercando di essere oggettivi, i cliché non dovrebbero piacere a un lettore (o altro) assiduo. Eppure voglio spezzare una lancia a favore di queste ragazze sventurate.

Vediamo di individuare altre due figure che vanno di moda anche in questi tempi:
-La femme fatale;
-La strong girl.
Bene, non sono loro anche dei cliché ambulanti? La femme fatale, con le sue movenze da panterona e la sigaretta tra le dita, compare pressoché nella tipica opera noir che si rispetti. Viene calata in ogni forma e misura nel fantasy, nella fantascienza, non parliamo poi del thriller moderno. Qualcuno non conosce Jessica Rabbit? Qualcuno non hai mai visto Basic Instinct? E chi si dimentica di Medea?! Se le fanciulle in pericolo sono una pietra miliare, le vamp paiono il contro altare altrettanto numeroso.

"Pew Pew"

Ma la vera moda di adesso sono le strong girl. Non fraintendemi! Prima di accusarmi di essere un misogino, dovete sapere che ho una lista molto di lunga di strong girls da me adorate, prima su tutte la temibile Bride di Kill Bill. Nel romanzo Squadra Demolizioni da me scritto le mie protagoniste si prendono ogni ruolo disponibile, dalla femme fatale Shitra alla strong fatina Mathilde. Quindi potete fidarvi di me, non sono di parte. Però è innegabile che oramai le strong girl spopolano in ogni tipo di opera. Per par condicio tiro fuori un terzetto esemplificativo: Brienne di Tarth, Laghertona, qualsiasi protagonista Disney dall'anno duemila in avanti. Chi meglio chi peggio, ci sono e sono parecchie.

"Red Sonja insegna la parità di sessi a colpi di mancanza di armatura"

E allora?
Beh è qui che combacia la congiunzione logica del mio ragionamento: le DiD non sono più banali o peggiori di altri archetipi narrativi. I personaggi maschili, le storie stesse, le ambientazioni trovano sempre elementi in comune, non vedo perché crivellare di critiche le povere signorine in pericolo. O almeno, non vedo il motivo di crivellarle più delle altre. Se un personaggio è banale e odioso lo è per una serie di ragioni che si dispiegano in così tante variabili diverse che viene solo vergogna nell'aver tentato di individuare le tre figure statiche precedenti. Se odiate le DiD per qualche lotta di ambito sessuale posso ancora ancora comprendervi, però non capisco l'impietosa crudeltà che pare aleggiare in tutto l'ambiente. Ormai se una principessa non tira almeno con l'arco viene tacciata di debolezza!

Ma è qui che tutti sbagliano.
Voi credete che una arciera dall'atteggiamento ribelle sia molto più forte e indipendente della sua coetanea incantenata alla roccia, ma è proprio contrario! La strong girl deve affrontare insidie di ogni genere per il suo obiettivo, invece all'altra basta solo essere rapita. Ehi, chi ha il coltello dalla parte del manico, eh? La femme fatale odiata da tutti? La strong girl da sola contro il sistema? Per niente, è solo la DiD che può controllare quegli ammassi di pochi neuroni chiamati uomini! Decine di cavalieri muoiono in maniera orribile solo per stringere tra le braccia la principessa, alla quale attende lo scranno di papino e un'armata di servi della gleba. Sono queste donne a tirare le redini della narrativa. In qualsiasi ambientazione o razza, ci sarà sempre un baldo guerriero così idiota di correrle appresso.
Facciamo uno schema.

Pro di essere una fanciulla in pericolo.
1. Sei speciale rispetto alle altre donne. Chi salverebbe mai una contadina sdentata?
2. Non devi dimostrare alcun tipo di abilità, forse solo un bel sederino.
3. Ti attende un futuro radioso. Tranne negli horror non farai quasi mai una brutta fine.
4. L'eroe è il meglio della mascolinità, a quanto pare. Lo sfigato occhialuto e gobbo come minimo si trasforma nel belloccio di turno per salvarti. A prescindere dal gusto, hai comunque una bella scelta.
5. Potresti comunque riciclarti come femme fatale o strong girl.

"Qui potete vedere un povero alieno che segna il proprio triste destino"

Contro di essere una fanciulla in pericolo.
1. Essere in pericolo. Chiusa dentro una bolla, incaprettata su un divano, trasformata in statua, dovrete passare un brutto momento più o meno lungo per aumentare l'ego del cattivo/a e dell'eroe.
2. Dipendere da un maschio?
Mmm, o forse è il maschio a dipendere da te? Cosa serve un eroe senza qualcuno da salvare, eh? Come la controparte malvagia, la DiD dona al suo salvatore un senso di esistere. Non si combatte per il bene supremo se in cambio questo bene supremo non ti sforna la waifu suprema, che diamine!

La conclusione?

Tutti vivono felici e contenti: la DiD ha in mano il cuore del suo maschietto, la pietà del popolo intorno (più forte di qualsiasi titolo nobiliare) e mentre il salvatore si gloria lei può fare una linguaccia alle meno fortunate femme fatale e strong girls.
Perché alla fine la DiD è la vera, indiscutibile, padrona.

Regogolo Boemetto

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